PRINCIPI ED IDEALI ISPIRATORI DELLA LIBERA MURATORIA

«Avendo imparato fedelmente le arti liberali, attenua la tua condotta ed opera correggendo la natura cattiva, l’invidia e la collera»

La Libera Muratoria può essere intesa come una “dottrina” adogmatica che sembra aver accompagnato da tempo immemorabile il faticoso travaglio dell’uomo. Si ha netta l’impressione che la sua origine sia di una vetustà incalcolabile. Qualcuno potrebbe essere indotto a fermarsi all’anno 1390, epoca in cui va collocata la copia degli antichi «Obblighi» imposti agli Iniziati e che è depositata presso la Reale Biblioteca Britannica; ma, anche così facendo, quel qualcuno non avrebbe percorso che un parziale cammino lungo il sentiero della ricerca.

Poiché l’Idea e lo Spirito che animano la Libera Muratoria sono pervenuti a noi dalle Corporazioni Medioevali, le quali costituivano la continuazione di quelle Romane che, a loro volta, sintetizzavano le tradizioni misteriosofiche della Grecia e dell’Egitto, queste antiche tradizioni, evidentemente, hanno avallato le fresche ed impetuose correnti di pensiero e di vita che scaturivano dalle Associazioni Segrete di origine Gnostica, Ermetica ed Esoterica.

A parte le esagerazioni che sono, del resto, manifestazioni di attaccamento e di amore all’Idea, rimane il fatto che lo Spirito muratorio presiede a quella legge di evoluzione e di conservazione per cui è stato possibile, ad una modesta minoranza, combattere e vincere tutte le battaglie scatenatele contro dalle forze dell’Ignoranza, del Fanatismo e della Superstizione.

Dal punto di vista “Religioso”, la Libera Muratoria postula la necessità di riscoprire il sacro individuato nell’Ente Supremo che chiama Grande Architetto dell’Universo in cui ciascun Libero Muratore può identificare il proprio principio spirituale. I capisaldi dell’iniziato si compendiano, di sicuro, in queste due massime: «Conosci te stesso» e «Ama il prossimo come te stesso». A tale proposito ricordiamo l’art. I de «Gli Antichi Doveri», annessi alla «Costituzione» dell’Anderson, che così recita: «Un Libero Muratore ha l’obbligo, in virtù del suo titolo, di obbedire alla Legge morale; e se egli ben comprende l’Arte, non sarà mai uno stupido ateo, né un libertino senza Religione». Anticamente i Liberi Muratori erano obbligati in ogni paese a professare la Religione della loro Patria o Nazione, qualunque essa fosse; ma oggi, lasciando a loro stessi le particolari opinioni, si trova più a proposito di obbligarli soltanto a seguire la Religione sulla quale tutti gli uomini sono d’accordo: essa consiste nell’essere buoni, sinceri, modesti e persone d’onore qualunque sia il Credo che li distingue.

Dal punto di vista Politico, la Libera Muratoria non ha pregiudizi di sorta. Non essendo un’associazione politica non ha motivo di respingere coloro che chiedessero di appartenervi. Tuttavia, sentendo di dover tenere in alta considerazione i valori singoli dello spirito umano, esige l’assicurazione di non appartenere a movimenti che si rivelassero in urto con tale principio. L’amore per la Patria ed il rispetto delle Leggi dello Stato sono guarentigia di uno schietto spirito massonico.

Dai punti di vista Etico e Spirituale la Libera Muratoria tende a conoscere l’uomo — questo grande sconosciuto — ed a condurlo al perfezionamento attraverso l’educazione; indi alla sua vittoria sul vizio e sulle passioni mediante la conoscenza e l’esercizio delle virtù, la conquista della Verità, il culto per la Giustizia, il rispetto della Gerarchia.

Dal punto di vista Sociale, la Libera Muratoria non concepisce come fine a se stessa l’acquisizione delle virtù fondamentali che sono i pilastri del suo Ordine, ma si comporta in modo da lievitare il mondo in cui vive: quello della famiglia, della Società, del Paese di origine e dell’Umanità sapendo che, fin dalle remote età, lo sforzo dei nostri Maestri tese a fare del mondo intero una famiglia Ideale in cui deve regnare lo spirito di Eguaglianza, di Libertà e di Fraternità.

È dunque una libera associazione di cittadini indipendenti, i quali non sono soggetti che alla propria coscienza e s'impegnano a praticare un ideale di Pace, d'Amore, di Fratellanza per addivenire al perfezionamento morale della Umanità e alla propaganda di una vera Filantropia, con l'impiego di usi e forme simboliche.
Impone a tutti i suoi adepti il rispetto delle opinioni altrui ed interdice loro, nelle riunioni, ogni discussione politica o religiosa, per costituire un centro permanente di unione fraterna in cui regni una perfetta armonia di pensiero.
Per questi scopi i Liberi Muratori, si riuniscono in luoghi speciali, chiamati Logge, onde lavorarvi ritualmente con zelo ed assiduità. Qui possono e debbono essere ammessi esclusivamente cittadini maggiorenni, di perfetta reputazione, persone d'onore, leali e discrete, degne sotto tutti i punti d'essere ricevuti come fratelli dai membri “anziani”.

I Liberi Muratori imparano nelle Logge ad amare e rispettare la Patria e l'Umanità, a sottomettersi alle leggi, a considerare il lavoro come un dovere essenziale dell'essere umano poiché esso fortifica e rende migliori, e, perciò, ad onorare il lavoro sotto tutte le forme e a farne con la parola, con l'esempio, con gli scritti, ogni propaganda utile, sotto la riserva del “segreto” massonico.

Imparano altresì a ricordare che un Libero Muratore deve, senza posa, aiutare e proteggere i suoi Fratelli e conservare verso tutti e contro tutti la calma, la riflessione, la ponderazione, in una parola, la completa padronanza di sé, qualunque siano le circostanze della sua esistenza e della sua attività.

I Liberi Muratori, di qualunque Paese essi siano, sono membri di una sola e grande famiglia, come una è la specie cui appartengono, uno il luogo che abitano, una la natura che contemplano.

Se il fine della Istituzione è il perfezionamento dell'Uomo, è indispensabile che il Libero Muratore pratichi la vera morale, che suppone la cognizione e l'esercizio dei doveri e dei diritti dell'uomo.
Egli deve essere quindi giusto, umano, sincero, benefico verso ogni specie di persone e soprattutto buon genitore, buon figlio, buon fratello, buon coniuge, buon cittadino. Estendendosi lo scopo della Istituzione al perfezionamento di tutta la specie umana, il Libero Muratore impiega tutti i mezzi di fortuna e di ingegno per giungervi. I vincoli di fraternità ed i doveri che derivano dai princîpi ispiratori degli Statuti esigono che i Liberi Muratori di qualsiasi giurisdizione regolare assumano tra loro il titolo di Fratelli e, tanto in Loggia che fuori, serbino il contegno di una vera affezione fraterna. Il Libero Muratore deve essere cittadino nella pienezza dei suoi diritti, di una probità riconosciuta e di una regolare intelligenza. Nessuno è ammesso nell'Ordine se non abbia la età prescritta dagli Statuti. Non può essere ammesso né conservato chi abbia esercitato o eserciti attività abbiette e disonoranti, o abbia subito una condanna o pena infamante. La qualità di Libero Muratore non fa supporre alcuna attitudine alla colpa; ma i difetti dell'umanità, la non compiuta riforma delle antiche abitudini, e la negligenza nell'esercizio dei doveri di una Società, il cui scopo unico è appunto il perfezionamento dell'uomo, tutto ciò può esigere talora l'uso dei mezzi idonei ad impedire certe violazioni, la cui tolleranza trarrebbe seco inevitabilmente il rovescio della più antica, ed insieme della più illustre ed utile istituzione umana. Ogni Libero Muratore, quando è membro di una Loggia, è obbligato ad osservare i Regolamenti, e a dar l'esempio del suo rispetto al Venerabile ed alle Luci della medesima. La Loggia vigila sulla condotta dei Fratelli nel mondo profano, essendo interesse di ogni corporazione che i suoi membri godano del rispetto e della fiducia della società. Perciocché, se un Fratello fosse inquisito dall'autorità profana per delitto infamante, sul quale non cadesse dubbio, provocherebbe una deliberazione della Loggia per la di lui interdizione. Per l'opposto, si guardi il Libero Muratore dal cedere alle proprie prevenzioni. Egli si porrebbe al rischio evidente di divenire spergiuro, commettendo a danno di un Fratello una ingiustizia, i cui effetti sarebbero forse funesti quanto, irreparabili. Nei casi di dubbia reità di un Fratello, la sua riputazione deve essere rispettata e garantita contro la opinione pubblica quando questa non è ben fondata. Il soverchio zelo di un accusatore, anche della maggiore buona fede, si converte facilmente in calunnia; e nella Massoneria non devesi andare in traccia che della innocenza. Straniero ad ogni profana influenza, l'Ordine dei Liberi Muratori è istituito per istruire, migliorare e proteggere gli uomini che ne fan parte, non per assecondare ciecamente le opinioni altrui e perderli. Senza fermezza di spirito e tenerezza di cuore non può esservi Libera Massoneria e, d'altra parte, il Massone non dimenticherà che si impegna a spogliarsi di qualsiasi distinzione profana per ornarsi del dolce nome di Fratello, e rimanere tra le colonne in umiltà e in obbedienza per affinare sempre più il proprio spirito e avvicinarsi alla Luce ed alla Verità.

«Senza obbedienza la saggezza non è operativa, la forza perde il suo potere e la bellezza la sua grazia. Confusione e discordia scacceranno presto coloro che occupano il luogo sacro».

A maggior completezza di quanto espresso vogliamo lanciare uno spunto di riflessione proponendo una piccola cantata composta per voce ed organo, commissionata dal Fratello Franz H. Ziegenhangen al Fratello W.A. Mozart, che ne compose il testo. Serviva come cantata di apertura nella Loggia del committente all’Oriente di Regensburg. È una composizione breve e serrata che adopera il lessico massonico mozartiano senza una precisa originalità. Il testo, datato luglio 1791, autografo di Mozart, si trova oggi in Svezia ed è di proprietà di quella Gran Loggia.



Voi che venerate l'incommensurabile
Creatore dell'Universo
chiamato sia Jehova, sia Dio,
chiamato sia Fu, sia Brahma,
ascoltate, ascoltate le parole dalla tromba dell'Onnipotente!

Forte suona attraverso Terra, Luna, Sole,
Il suo suono eterno
ascoltate uomini, sentitelo uomini anche voi
amatemi nelle mie opere
amate Ordine, Equanimità, Armonia

AMATEVI, AMATEVI, AMATEVI VOI STESSI
ed i vostri Fratelli!

La forza fisica e la bellezza siano i vostri ornamenti
La ragione determini la vostra nobiltà
porgetemi la mano fraterna
dell'eterna amicizia
che soltanto un'illusione e non la verità
vi ha sottratto così a lungo.

Rompete il vincolo di questa illusione
stracciate il velo di questo pregiudizio
spogliatevi dell'abito
che traveste l'umanità in settarismo

In Hiram ríforgiate il ferro
che finora ha versato il sangue fraterno
fate scoppiare la roccia
colla polvere nera
che spesso ha sparato il piombo
letale nel cuore fraterno!

Non crediate che sulla mia Terra
ci sia sventura:

L'Insegnamento fa bene solo
se sprona ad azioni migliori,
se, uomini che camminate nella sventura,
retrocedete stupidamente, ciechi,
abbiate un pungolo che vi spinga avanti, avanti.

Siate saggi, siate forti
e siate Fratelli!

Allora riposerà su di voi
tutta la mia benevolenza
allora lacrime di gioia
inumidiranno di nuovo le guance
allora i vostri lamenti
diventeranno suoni di giubilo
allora cambierete i deserti in valli dell'Eden
allora nella natura
vi sorriderà tutto.

Allora, allora, allora sarà stata raggiunta
allora sarà stata raggiunta
la vera felicità della vita.

W. A. Mozart K619 Kleine Deutsche Kantate 1791